
il T
publisher
Synthesis società editoriale
year
2026
place
Italia
published projects
Santa Margherita student residence and restaurant
pages
21
issue number
4 september 2026
author
Parietti Irene
design
Davide Feltrin
photos
Carlo Baroni
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Magazine
S Margherita, apre lo studentato
Taglio del nastro dopo 4 anni di lavori: 50 nuovi alloggi e mensa, da 160 posti, che si può trasformare in sala studio. Cortese (Opera Universitaria): “Ora 1400 posti letto” Spinelli “In arrivo altri 703”
La nuova struttura di Opera Margherita» ospiterà una mensa – che potrà essere utilizzata anche come sala studio – per 160 posti e 50 nuovi alloggi per studentesse e studenti, di cui 4 per persone con disabilità. L’edificio – frutto di 4 anni di lavoro e di un investimento di 6 milioni – è stato inaugurato ieri, in via Santa Margherita appunto. «Quest’opera ha una storia molto lunga, non è stata ideata recentemente. Sebbene a distanza di molto tempo, viene inaugurata in un momento molto particolare, in cui molto si parla di emergenza alloggiativa — ha spiegato Fulvio Cortese, presidente di Opera Universitaria — Con questi nuovi posti, l’Opera universitaria arriva a circa 1400 posti alloggio disponibili per gli studenti». Si tratta di «un risultato al di sopra della media italiana». Tuttavia, ha continuato Cortese, «questo non significa che tutto sia stato fatto: sono in corso altri progetti da parte di Opera, sia a Trento che a Rovereto, arricchiti anche da altre proposte da parte di privati, sostenuti dallo Stato». Infatti, come ha affermato Achille Spinelli, assessore provinciale all’università, «stiamo lavorando per aumentare in modo significativo l’offerta di alloggi dedicati agli studenti, con quasi 38 milioni di euro di finanziamenti provinciali destinati agli interventi in corso e in programma, per un totale di 703 nuovi posti letto tra pubblico e privato». In particolare, «nel medio periodo saranno disponibili 515 posti nelle nuove residenze di Piedicastello, San Bartolameo e nell’area ex Manifattura di Rovereto, mentre altri 188 posti arriveranno a breve grazie agli interventi promossi da soggetti privati con il sostegno della Provincia». Inoltre, ricorda Spinelli, «oggi celebriamo anche l’apertura di una nuova mensa, che è fondamentale in uno spazio così strategico, mentre i nuovi 50 posti alloggiativi elevano ancora di più la qualità dell’Università di Trento». Sul problema della carenza di posti letto è tornato anche Flavio Deflorian, rettore dell’Università di Trento. La nuova residenza, infatti, «si inserisce in un quadro di impegni più ampio, volto a garantire concretamente il diritto allo studio in un momento in cui la residenzialità universitaria sta diventando sempre più onerosa per le famiglie», considerando anche che a Trento «circa il 70% della popolazione studentesca è fuori sede e ha bisogno di una soluzione abitativa, comprese le studentesse e gli studenti che provengono dalle valli del nostro territorio». Il rettore si è mostrato molto soddisfatto per il risultato raggiunto: «È un’opera molto bella, un luogo che permetterà ai nostri studenti e studentesse di vivere pienamente la città di Trento, risultato di un lavoro sinergico tra Provincia, Comune, Università e tutti gli enti coinvolti». L’assessora comunale di Trento alle politiche sociali Giulia Casonato ha sottolineato che «il nostro territorio e il nostro ateneo hanno una grande capacità di attrarre persone anche da fuori: questo è un valore importantissimo, perché la presenza di studenti e studentesse fuori sede è un arricchimento per la nostra città, innanzitutto da un punto di vista sociale e culturale». Ma «attrarre è anche una responsabilità —ha continuato – soprattutto in un tempo in cui la nostra città soffre dal punto di vista abitativo». Dopo il taglio simbolico del nastro, l’architetto Giuliano Eccher, progettista e coordinatore del team di progetto e direttore dei lavori, ha spiegato che «questa zona è sotto tutela dei beni archeologici, quindi andava trattata con un’a t te n z i o n e particolare», ha spiegato. «Il ristorante universitario al piano terra, gestito da Risto3, è costruito in modo che possa essere trasformato, quando non viene usato come ristorante, in sala studio». Infatti, la mensa è costruita con pareti mobili, che «chiudono la zona riservata alla preparazione del cibo e consentono agli studenti di utilizzare lo spazio come aula studio». Il piano superiore è costituito da «14 nuclei integrati, con 50 posti in totale». La struttura è costruita con particolare attenzione a livello ambientale, «senza l’utilizzo di fonti fossili, con impianti di recupero dell’acqua per i wc e con pannelli solari sul tetto».
